- Jason Collins, 34 anni. Reuters
"Ho 34 anni, sono un centro Nba. Sono nero. E sono gay". Con queste parole Jason Collins
è diventato il primo giocatore di basket in attività della lega più
famosa del mondo a dichiararsi apertamente omosessuale. Ha scelto le
pagine di Sports Illustrated per la sua dichiarazione al mondo, in un
lungo articolo scritto in prima persona che uscirà nell'edizione del 6
maggio e di cui il magazine ha pubblicato un estratto.
il coming out —
"Non ho scelto io di essere il primo atleta apertamente gay a giocare in
uno degli sport più importanti d'America. ma visto che lo sono sono
contento che se ne parli - scrive Collins -. Non vorrei essere quello
che alza la mano e dice di essere diverso. Ma visto che nessuno l'ha
fatto tocca a me. Ho giocato per 6 squadre diverse e in 2 Finali Nba.
Ora sono un free agent, sia in senso letterale che figurato. Ho
raggiunto quell'invidiabile stato della vita in cui posso fare quello
che voglio. E quello che voglio è continuare a giocare a basket. Amo
ancora questo sport, e ho ancora qualcosa da offrire. I miei allenatori e
i miei compagni lo sanno. Ma allo stesso tempo voglio essere genuino,
autentico e sincero. Perché mi sto dichiarando proprio adesso? Ho
iniziato a pensarci durante il lockout del 2011. Sono un tipo
abitudinario, uno che appena finisce la regular season si mette a
lavorare per essere al meglio all'opening night di quella successiva. Ma
la serrata mi ha costretto a sconvolgere le mie abitudini e a
confrontarmi con quello che sono realmente. Mi sono allenato, ma mi è
mancata quella distrazione che il basket è sempre stata per me.
paure passate —
"Il primo parente con cui mi sono dichiarato è stata mia zia Teri,
giudice della corte superiore di San Francisco - prosegue Collins -. Mi
ha dato supporto e per la prima volta mi sono sentito a mio agio nella
mia stessa pelle. Immaginate di essere in un forno a cuocere. Alcuni di
noi sanno e accettano la propria sessualità da subito, altri hanno
bisogno di altro tempo per cuocere. Io sono rimasto in cottura per 33
anni. Da giovane uscivo con le donne. Mi sono anche fidanzato. perché
pensavo di dover vivere in un certo modo, sposare una donna e crescere
dei figli con lei. Continuavo a dirmi che il cielo era rosso, ma ho
sempre saputo che era blu. Nessuno vuole vivere nel terrore, ma io ho
sempre avuto paura di dire la cosa sbagliata. Non dormo bene, non ci
sono mai riuscito. Ma ogni volta che lo dico a qualcuno, mi sento più
forte e riesco a dormire un pochino meglio. Serve un enorme quantitativo
di energia per difendere un segreto così grande. Ho vissuto a lungo in
una bugia. Ero certo che il mio mondo sarebbe crollato se qualcuno
avesse saputo. Eppure quando ho finalmente capito la mia sessualità mi
sono sentito completo per la prima volta. Ho lo stesso senso
dell'umorismo, le stesse maniere e i miei amici sono ancora dalla mia
parte".
la filosofia di collins —
"Sto iniziando a capire l'enigma che chiamo me stesso. Non voglio
lasciare che la mia razza o il orientamento sessuale mi definiscano. Non
voglio essere etichettato e non voglio che le etichette imposte da
altri mi definiscano. In campo però ho accettato l'unica etichetta che
penso mi definisca meglio delle altre: un professionista tra i
professionisti. Me la sono guadagnata giocando senza paura e
sacrificandomi per i compagni. Subisco e commetto falli (i 322 della
stagione 2004-05 sono stati il massimo in Nba). Mi sacrifico per i miei
compagni. Non sono spaventato da nessun avversario. Anche se Shaquille
O'Neal merita la Hall of Fame, ho sempre cercato di metterlo in
difficoltà (Shaq, le simulazioni non hanno niente a che fare col fatto
che sono gay). Ho il paradenti, i polsi fasciati. Avanti, sotto col
prossimo colpo: mi rialzerò. Voglio andare contro uno stereotipo gay e
sono certo che molti giocatori saranno scioccati dal fatto che un
giocatore come me sia gay. Ma sono sempre stato uno duro in campo, fin
dai tempi del liceo. Sono così duro per dimostrare che essere gay non
significa essere morbido? Chi lo sa. Le mie motivazioni, come il mio
contributo, non è misurabile dalle statistiche, di cui onestamente non
mi importa. Per me conta vincere".
la scelta —
"Nascondere la mia sessualità è diventato insostenibile a Marzo, quando
la Corte Suprema stava decidendo sui matrimoni gay. Era la mia chance
per essere ascoltato, ma non potevo dire nulla. Sono contento di
dichiararmi nel 2013 e non nel 2003. L'opinione pubblica ora la pensa
diversamente, ma c'è ancora tanto da fare. La mia doppia vita mi ha
sempre impedito di legare veramente con i miei compagni. All'inizio
della mia carriera ho lavorato duramente per sembrare etero, ma ora gli
do poca importanza. Quando sono con i miei compagni mi importa solo
vincere. La preoccupazione maggiore su un giocatore gay è il suo
comportamento nello spogliatoio. Credetmi, ho fatto tantissime docce nei
miei 12 anni di carriera: il mio comportamento non è mai stato un
problema e non lo sarà ora. Sono un veterano e mi sono guadagnato il
diritto di essere ascoltato. Dimostrerò che i giocatori gay non sono
diversi dagli etero. Non ho mai parlato tanto, ma ho fatto sentire la
mia voce quando qualcosa non mi sembrava giusto. Non ho mai cercato la
fama. E anche se mi sto dichiarando al mondo proteggerò la mia provacy.
Spero che i tifosi rispetteranno la mia scelta. Il mio coming out non
servirà a cancellare completamente il pregiudizio, ma è un buon punto di
partenza. Parlerò con qualsiasi giocatore si sentirà a disagio dalla
mia dichiarazione. Essere gay non è una scelta. Questa è la strada più
complicata ed è una strada solitaria".
il futuro —
"Sono felice di poter smettere di nascondermi e concentrarmi sulla mia
13ª stagione. Mi sto già allenando perché, tra i professionisti, più
invecchi e più devi essere in forma. La prossima stagione avrò gli occhi
di molti puntati addosso. Tutto questo mi motiva a lavorare ancora più
duro. Il basket professionistico è come una grande famiglia, e più o
meno in ognuna di esse c'è un fratello, una sorella o un cugino gay.
Nella fratellanza della Nba tocca a me"
le reazioni —
Mentre Jarron, il fratello gemello, dice di non essere mai stato così
orgoglioso di Jason, arriva il commento del commissioner Nba Stern.
"Siamo orgogliosi che Jason abbia assunto il ruolo di leader su questo
argomento così importante. Durante tutta la sua carriera si è guadagnato
il rispetto dei compagni e di tutta la Nba". Uno dei primi a
congratularsi con Collins è stato l'ex presidente Bill Clinton: "Conosco
Jason dai tempi di Stanford, quando era amico di mia figlia Chelsea. Il
suo è un annuncio importante per la storia dello sport e della comunità
omosessuale. Spero che tutti, in particolare i suoi colleghi giocatori,
i media e i suoi molti tifosi gli facciano arrivare il loro supporto e
il rispetto che si è guadagnato". Quello di Kobe Bryant arriva subito:
"Sono orgoglioso di Collins - twitta la stella dei Lakers -. Non
nascondete chi siete per colpa dell'ignoranza degli altri".
Davide Chinellato
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