Si dice che errare sia umano e perseverare diabolico. In questo caso Luis Suarez è il diavolo in persona che da anni ormai sta imperversando nel calcio europeo. La squalifica di 10 giornate inflittagli dalla Football Association dopo il morso al difensore del Chelsea, Ivanovic, è solo l'ultimo episodio in una scala di fattacci che, tra gli altri, gli sono costati 25 turni di stop. Nel novembre 2010, Suarez morse una spalla del centrocampista del PSV, Otman Bakkal, durante una partita contro il suo Ajax. Quel gesto gli valse 7 giornate di squalifica. Più recente lo stop di 8 turni per razzismo nei confronti del capitano del Manchester United, Patrice Evra.
"Il club e il giocatore sono scioccati dalla pesantezza della squalifica - ha dichiarato il manager Ian Ayre - e per la severità". La realtà però è che lo stesso Suarez ha ammesso di avere un problema con la gestione della rabbia. Ne ha parlato col presidente della federcalcio uruguayana, dichiarando di essere disposto a farsi aiutare per controllare i suoi scatti in campo, magari con un psicologo.
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