La giornata dell'altro ieri è però stata infiammata dalla visita di Lavezzi e alla sua apertura - nonché mangiata da Giannino, replicata ieri sera - a un suo ipotetico futuro al Milan, difficile da immaginare fondamentalmente per due motivi. Lavezzi occupa il ruolo che, in rossonero, al momento è di Stephan El Shaarawy, considerato il futuro del club in combinazione con Mario Balotelli. Secondariamente l'aspetto monetario, con un grande sforzo per anno, non può prescindere da un'idea di budget che non è quello degli anni passati. In questa sessione estiva bisognerà confermare Zapata - ma non è sicuro, ancora - e acquistare un altro difensore. Vergara è davvero troppo poco, piacciono vari nomi (uno dei quali è Ogbonna, un altro è Dedè) che però sono valutati più di dieci milioni. Galliani rischia di dovere fare le nozze con i fichi secchi, a meno di sacrificare Robinho - probabile, anche per via di uno stipendio molto alto - e valutare un'altra cessione eccellente come quella di Boateng.
Quello che però salta all'occhio è che El Shaarawy, dopo la panchina con il Napoli e, in primis, l'arrivo di Mario Balotelli, non riesce più a incidere come nella prima parte di stagione. Alti e bassi normali nella carriera di un giovane calciatore, ma che in un Milan che nonostante i tagli di Ibrahimovic e Thiago Silva è comunque in rosso rischiano di diventare opportunità. Non nella prossima stagione, con Lavezzi destinato a rimanere al PSG ed El Shaarawy al Milan. E occhio a Mkhitaryan, nuovo assistito di Raiola.
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