tentativi —
Lui è lo specchio della differenza che passa tra il calcio tedesco e il
calcio italiano. Sì, perché nell’estate del 2010, quando il ragazzone
polacco giocava nel Lech Poznan, e presumibilmente non costava una
fortuna, su di lui si erano lanciati gli sguardi golosi delle società
italiane. Su tutte l’Atalanta, la Sampdoria, il Napoli e soprattutto il
Genoa. Addirittura i rossoblù fecero un comunicato piuttosto stizzito
per smentire di aver acquistato Lewandowski. Era la primavera del 2010.
Non se ne fece nulla, forse per una questione economica. Certo che a
pensarci oggi c’è da mangiarsi le mani: il Borussia con Lewandowski se
ne va verso la finale di Champions a Wembley, e il Genoa adesso sta
lottando per restare in Serie A. La differenza, nel calcio, sta nei
dettagli (e noi italiani, ultimamente, non siamo molto attenti...).
parole —
Anche la Juve, nell’estate del 2012, durante l’Europeo, era andata a
seguire il centravanti del Borussia Dortmund. E anche in questo caso
l’affare non decollò. Forse costava già parecchio e i bianconeri non
avevano in cassa il denaro necessario. Tuttavia, se il reparto d’attacco
è stato il limite che ha frenato la Juve in Europa in questa stagione,
vien da pensare che un Lewandowski avrebbe fatto comodo. Lui, però, ora,
al mercato non pensa e lo dice chiaramente: «Mi vuole il Bayern? Queste
voci non m’interessano. Ho in mente soltanto la Champions. Voglio la
finale». E poi, dimenticandosi per un attimo l’arte della modestia,
aggiunge: «Incredibile, ho segnato quattro gol al Real! Finora non ci
era riuscito nessuno!». Lui sì, e tutta Dortmund se lo gode.
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