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venerdì 24 maggio 2013
Calcio/Tim Cup: domenica Roma e Lazio si giocano l'Italia
DOMANI FINALE CHAMPIONS Bayern - Borussia D.: la sfida è Lewandosky-Ribery
FORMAZIONI IN PREPARAZIONE - Jurgen Klopp dovrà fare a meno di Mario Goetze. Il talentuosissimo centrocampista offensivo si è infortunato in semifinale contro il Real Madrid e c'è chi ha malignato sulla sua indisponibilità, visto che, nella prossima stagione, vestirà proprio la maglia del
PRECEDENTI - Per la quarta volta nella storia due squadre della stessa nazione si giocheranno il trofeo europeo più prestigioso. Il primo dei tre precedenti risale alla finale tutta spagnola, per teatro e contendenti, di Barcellona del 2000 quando il Real Madrid di Del Bosque travolse per 3-0 il Valencia di Hector Cuper. Il secondo è la sfida italiana di Manchester, nel 2003, tra il Milan di Carlo Ancelotti e la Juventus di Marcello Lippi, con i rossoneri che prevalsero ai calci di rigore. L'ultimo è datato 2008, a Mosca: anche qui si risolse tutto dal dischetto e il Manchester United di Sir Alex Ferguson ebbe la meglio sul Chelsea di Avraham Grant.
L'ITALIANO A WEMBLEY - Nicola Rizzoli non potrà ripetere il suo mantra "preparati come se fosse la finale di Champions League". Perchè stavolta quella partita la arbitrerà davvero. "Cosa si prova a venire designati per una partita così importante? Ci si sente orgogliosi di quello che si è fatto, del percorso compiuto per arrivare fino a una finale come questa, la più importante a livello europeo", racconta a Uefa.com. Guardandosi indietro, si rivivono i 24 anni di carriera che hai percorso per arrivare a questo punto e lo si fa con grande orgoglio". L'architetto bolognese, 41 anni, ha già diretto la finale di Europa League nel 2010: "Le finali sono tutte partite particolari. Non sono uguali alle altre partite anche se dovrebbero esserlo. Però l'esperienza fatta in una gara come quella del 2010 mi servirà molto soprattutto per capire quelle che possono essere le tensioni 'normali' di una finale sia per i giocatori, sia per tutte le componenti del gioco". Rizzoli si aspetta "una bella partita" e ammette: "Sinceramente non vorrei essere ricordato. Spero che mi ricorderanno solo leggendo il nome dell'arbitro che ha diretto questa partita, i protagonisti sono solo i calciatori. Se non vengo ricordato è meglio".
Tennis Roland Garros,sorteggiati i gironi,dieci italiani al via..
Giro d'italia...e bufera per il tempo e Di Luca
DI LUCA POSITIVO - Ma la seconda notizia è forse anche peggiore: Danilo Di Luca è risultato positivo all'Epo. Il corridore abruzzese, 37 anni, già squalificato due volte (nel 2007, anno in cui vinse il Giro, per il coinvolgimento nell'inchiesta Oil for Drugs e nel 2009 per la positività all'Epo-Cera proprio al Giro) ha fallito un test antidoping a sorpresa del 29 aprile effettuato a casa sua.
Il CORRIDORE: «SORPRESO» - «Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa per me: sono deluso. Chiederò le controanalisi e poi vedremo». Sono le poche parole pronunciate ai microfoni di Sky mentre Di Luca lasciava l'albergo di Dimaro dove era alloggiata la sua squadra.
«NOI NON LO VOLEVAMO» - Pronta la reazione della squadra, che lo licenzia. Angelo Citracca, team manager della Vini Fantini Selle Italia spiega: «Danilo Di Luca è un atleta che non faceva parte del nostro gruppo, non voluto dal team e che è stato inserito in organico per volontà del nostro main sponsor Valentino Sciotti, che per amicizia e vicinanza territoriale al corridore, ha insistito e creato le condizioni per l'inserimento dello stesso in organico». E aggiunge: Di Luca, più volte coinvolto in vicende legate al doping e già squalificato per violazioni simili, ha ricambiato la fiducia di un amico e grande imprenditore con l'ennesimo sbaglio, le cui conseguenze colpiscono, incolpevolmente, la Vini Fantini Selle Italia. L'atleta, già rientrato a seguito di una squalifica con altri team, non rientrava nella filosofia e nei programmi della nostra squadra, impegnata da anni nella scoperta e formazione di giovani atleti». Poco dopo per Di Luca è arrivata la sospensione dell'Uci (Unione ciclistica internazionale).
ARMSTRONG: «MA SEI DAVVERO COSì STUPIDO?» - «Anche se ho zero credito sull'argomento doping, non riesco a non pensare »davvero Di Luca? Ma sei davvero così stupido?«. Lance Armstrong, su Twitter, critica pesantemente Danilo Di Luca, risultato positivo all'Epo a un test antidoping a sorpresa effettuato il 29 aprile a casa sua. Armstrong, di recente, ha visto di fatto cancellata la propria carriera dopo aver ammesso di aver fatto uso di doping.
Stramaccioni esonerato al telefono
E' stato il direttore tecnico Marco Branca, per telefono, a comunicare l'esonero al tecnico influenzato.
Ora da risolvere la questione contrattuale: l'allenatore romano è
legato fino al 2015 alla società meneghina, che punta alla risoluzione
del contratto.
In mattinata Esteban Cambiasso, uomo della vecchia guardia della
Beneamata, aveva praticamente dato il benservito a Stramaccioni.
"Ogni stagione è diversa ma ancora non sappiamo se ci sarà un nuovo
allenatore forse ne sapete più di noi - ha dichiarato El Cuchu -. Ma
prepararla con lo stesso allenatore come mi è capitato nel passato porta
comunque delle differenze, di calciatori, di preparazione. Ma non credo
sia una difficoltà questa, ogni volta è sempre nuovo. I cambi di
allenatore sono conseguenza di risultati che non arrivano. Da quando c'è
il calcio i primi a saltare sono gli allenatori, indipendentemente
dalle società, a parte il caso unico del Manchester United. Non valuto i
giudizi nei confronti miei, della squadra o dell'allenatore, bisogna
capire chi li fa, perché e valutarli internamente. A volte i giudizi ti
aiutano a crescere se capisci chi li dà e perché lo fa", riporta
FcInternews.it.
"Siamo lieti di tornare in Val Rendena, con la quale si è creato un
forte legame - ha dichiarato Giorgio Ricci, direttore commerciale dei
meneghini -. Ma quello con Pinzolo rimane comunque un legame che dura 12
mesi all'anno. Il 10 luglio la squadra inizierà a tutti gli effetti
l'avventura".
Montella eletto mister dell'anno dai gionalisti...
Il sondaggio lanciato da Sportal.it, che ha interpellato oltre 100 addetti ai lavori, ha infatti incoronato il tecnico dei viola. L'ex 'Aeroplanino' ha riportato in alto il club gigliato, sfiorando la Champions League con un gioco spettacolare e giudicato da molti (compreso il ct Cesare Prandelli) il più bello del nostro campionato.
Montella ha raccolto 344 punti e ha distanziato con ampio margine Antonio Conte. Nonostante il secondo scudetto consecutivo, vinto al termine di una stagione dominata dalla sua Juventus, l'allenatore salentino si è dovuto accontentare del secondo posto, a quota 256.
Sul terzo gradino del podio si è piazzato invece Walter Mazzarri, che ha battuto in volata Rolando Maran e Francesco Guidolin. Sesto Massimiliano Allegri, che ha chiuso davanti alla sorprendente coppia del Cagliari, Ivo Pulga e Diego Lopez.
Classifica:
Montella 344, Conte 256, Mazzarri 81, Maran 69, Guidolin 68, Allegri
47, Pulga e Lopez 19, Sannino 5, Pioli e Zeman 4, Gasperini, Iachini e
Petkovic 3, Rossi 2, Corini, Malesani e Ventura 1.
giovedì 23 maggio 2013
FORMULA 1 gp di montecarlo...le mercedes meglio degli altri.
SCENARI DIVERSI - Caratterizzata ormai come macchina più veloce sul giro secco - salvo poi essere stata, fin qui, carente sul ritmo di gara - la W04 prenota la prima fila per mandare all'incasso un vantaggio che tra le tortuose strade del Principato potrebbe rivelarsi decisivo. Con un numero di soste inferiore rispetto ad altri tracciati, con meno chance di sorpassare, insomma con uno scenario complessivo meno votato alle rimonte, chi riuscirà a riprendere le Frecce, in caso di loro fuga? Alla domanda tentano di dare buone risposte le Ferrari, le Lotus e le Red Bull e questo - per quanto possono valere i verdetti del venerdì - pare anche l'ordine con cui la concorrenza si presenta in battaglia.
SIMULAZIONI - La Ferrari, che al pomeriggio ha dedicato un bel po' di tempo alle simulazioni del Gp, non sembra messa affatto male: terza con Fernando (da record nel primo settore, ma a tre decimi da Rosberg nel terzo) e quarta con Massa nella seduta più importante, può tentare di darsi da fare, anche se l'impressione è che per centrare la prima fila servirà un giro-capolavoro. Anche la Lotus promette scintille, di sicuro migliori e più incoraggianti di quelle che ha prodotto Romain Grosjean al pomeriggio impattando su un guard rail dopo la curva di St. Devote e sfasciando la sospensione anteriore sinistra. Le macchine nere, concentratesi sul ritmo di gara e dunque in parte defilate, paiono peraltro sornione, pronte alla zampata.
RED BULL IN DIFFICOLTA' - Non sembra invece così per le Red Bull, detto che Vettel - galleggiante tra il nono e il decimo posto - ha accusato problemi al retrotreno e al kers e ha ceduto il passo al compagno di squadra Webber. Il team iridato non sembra aver ancora trovato la quadra giusta, anche se stavolta sembra più difficile dare la colpa alle gomme, sulle quali i giudizi sono abbastanza unanimi (tendono a riscaldarsi parecchio) senza che si registrino drammatici cedimenti come in altre circostanze. A proposito della questione/polemica del momento, un team è uscito allo scoperto dichiarandosi contrario alle modifiche (aggiustamenti e ritocchi, non passaggi strutturali) che la Pirelli ha ipotizzato di introdurre entro il Gp del Canada: è la Force India. Considerato che sia la Ferrari sia la Lotus sono a loro volta poco propense alla svolta, siamo ben lontani dall'unanimità necessaria per dare corso al cambiamento.
Giro d'Italia, tappa 18. Pazzesco Nibali: vince la cronoscalata e ipoteca il Giro
STRAORDINARIO —
Nibali ha corso davanti a tutti fin dal primo intermedio. Non sembrava
sentire neppure la catena dalla scioltezza con cui pedalava. Tra gli
uomini di classifica bene Michele Scarponi, malissimo Cadel Evans,
mentre ha tenuto Rigoberto Uran grazie a una eccellente seconda parte.
Si accende la lotta per il podio: ora Nibali ha 4'02" su Evans e 4'12"
su Uran. In lizza per il podio anche Scarponi, a 5'14". Giro chiuso
nella sostanza, mentre resta da assegnare anche la maglia bianca dei
giovani nel gran duello tra Carlos Betancur e Rafal Majka.
ORDINE D'ARRIVO —
1. Nibali (Ita/Astana) in 44'29"; 2. Samuel Sanchez (Spa/Euskaltel) a
58"; 3 Damiano Caruso (Ita/Cannondale) a 1'20"; 4. Scarponi (Ita/Lampre)
a 1"21"; 5. Majka (Pol/Saxo-Tinkoff) a 1'25"; 6. Uran Col/ Sky) a
1'26"; 7. Betancur (Col/ Ag2r) a 1"32; 8. Clement (Ola/Blanco) a 1"36;
9. Cataldo (Ita/ Sky a 1'41"; 10. Di Luca (Ita/Fantini) a 1'52".
PIANO B —
Domani è previsto il tappone alpino, con Gavia, Stelvio e Val Martello.
Visto l'imminente peggioramento delle condizioni meteo, gli
organizzatori hanno previsto un percorso alternativo che comprende
Tonale, l'inedita salita del Passo del Castrin prima della salita
finale. La decisione definitiva verrà presa domattina.
Serie A Basket - Milano fuori nel peggiore dei modi, Siena in semi
Siena continua a fare il suo anche nel secondo quarto, ma i padroni di casa crescono, sbagliano meno e difendono meglio, portandosi a -2 a metà gara e riaprendo virtualmente la partita. E' un fuoco di paglia, perché Siena torna in campo dopo l'intervallo più inferocita che mai, mentre per gli uomini di Scariolo è faticoso penetrare nelle maglie della difesa avversaria e quando ci riescono la finalizzazione dalla lunetta non è così scontata (23/34 nei liberi alla fine dell'incontro)
Pian piano la Mens Sana dilaga e il terzo quarto si chiude 68-57 per i toscani, che in gara raggiungono il loro massimo vantaggio a +16. Milano pasticcia, sbaglia tanto al tiro, i suoi giocatori nel panico commettono le leggerezze più impensabili come inciampare e fare passi e alla fine il clima si scalda, tanto che la panchina milanese si prende anche un tecnico. Nel finale i padroni di casa provano ad accorciare le distanze, ma la superiorità di Siena è evidente e la sirena non serve ad altro che a mettere la parola fine a una brutta figura che il pubblico delle grandi occasioni non gradisce, tributando ai suoi beniamini pochi applausi e tanti fischi.
Al pubblico, infatti, resta l'amaro in bocca per aver solo accarezzato il sogno di conquistare la semifinale dopo una serie partita bene e già quasi chiusa. L'Olimpia aveva letteralmente asfaltato gli avversari in gara 1, aveva vinto gara 2, si era fatta rimontare sul 2-2 per poi vincere gara 5. Siena, però, ha avuto la bravura di restare attaccata alla serie, vincere bene gara 6 e assestare l'affondo decisivo in gara 7.
Il tabellino:
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: Giachetti ne, Hairston 10, Fotsis 5, Chiotti ne, Bourosis 9, Melli 6, Mensah-Bonsu 4, Bremer 17, Langford 18, Gentile 9, Green 2, Basile ne. Allenatore: Scariolo.
MONTEPASCHI SIENA: Brown 17, Eze 4, Carraretto 3, Rasic, Kangur 5, Sanikidze 17, Ress 5, Ortner, Lechthaler ne, Hackett 25, Christmas, Moss 14. Allenatore: Banchi.
ARBITRI: Cicoria-Begnis-Sardella
SEMIFINALI=Roma-Cantu Siena-Varese
Serie B : Semifinali playoff,si concludono 1-1 le due partite...
Primo atto delle semifinali playoff di B: il Livorno
pareggia 1-1 sul campo del Brescia nella gara delle 18, stesso identico
risultato per l'Empoli a Novara nella partita delle 20.45. Domenica il
ritorno, con entrambe le gare alle 20.45. L'obiettivo è raggiungere
Sassuolo e Verona in Serie A.
BRESCIA-LIVORNO 1-1
NOVARA-EMPOLI 1-1
Giro d'Italia, Visconti concede il bis. Nibali resta in maglia rosa
Una frazione che vive sull'epilogo: la salita di Crosara e la picchiata verso Vicenza. In precedenza, media bassa, una giornata dal clima buono (era ora) e pochi sussulti. C'è il tempo per riflettere sulla personalità degli uomini che scappano. In fondo, una fuga al Giro d'Italia è un piccolo spaccato di vita, ci sono tante sfaccettature. Ad esempio, tra i quattro che si avvantaggiano, uno come Maxim Belkov parte perchè vuole vincere. Lo ha già fatto a Firenze, per poco non ci è riuscito anche a Treviso, inghiottito dall'acqua e dai velocisti quando alla linea mancavano due/trecento metri. E' vero, oggi ha stabilito il record dei km
Invece uno come Rubiano Chavez, specialmente in tappe pianeggianti, dà alla fuga un senso malinconico: il venezuelano sa benissimo che verrà ripreso, ma insiste, rimpingua l'enorme numero di km di fuga dell' Androni, leader collettiva nelle inquadrature dei battistrada. E infatti è l'ultimo a mollare... Con loro ci sono il belga della Lotto, Gert Dockx (bel nome, da corridore), e l'australiano della Orica, Luke Durbridge: quest'ultimo lancia un segnale immediato dopo l'abbandono di Goss, ko per un virus che lo sta torturando da inizio Giro. Nessun virus invece per Mattia Gavazzi, altro velocista non più in gara. Ultimo in classifica, con la frazione di domenica nella sua Brescia cerchiata di rosso, cerca di risparmiare energie aggrappandosi ad una macchina. Magari in un ciclismo pionieristico qualcuno saliva pure su un treno per abbreviare, ma ormai ci sono troppi occhi indiscreti.
Momento decisivo sulla salita, pendenze toste, si svetta a 16 km dal traguardo. Di Luca, scortato da Proni, esce dal gruppo. L'abruzzese però non riesce nel definitivo cambio di ritmo. Lo fa Visconti, che riprende Rubiano Chavez e se ne libera. Dietro non c'è una squadra guida: la maggior parte dei velocisti mollano. Cavendish viene scortato da tutti i compagni (l'anno prossimo la Omega avrà un uomo di classifica, Uran), ma deve arrendersi. Sul traguardo attendono l'aspirante profeta in patria Pozzato, ma il bel Filippo (quarto), sfodera un'altra incompiuta. Lo precedono lo sloveno Mezgec e soprattutto Ramunas Navardauskas. Il lituano è sempre più personaggio: alza le braccia e caccia l'urlo. Semplicemente non si era accorto di Visconti...
ORDINE D'ARRIVO
1 - Giovanni Visconti (ITA-Movistar)
2 - Ramunas Navardauskas (LTU-Garmin) a 19''
3 - Luka Mezgec (SLO-Argos) a 19''
4 - Filippo Pozzato (ITA-Lampre) a 19''
5 - Danilo Hondo (GER-Radioshack) a 19''
6 - Salvatore Puccio (ITA-Sky) a 19''
7 - Sacha Modolo (ITA-Bardiani) a 19''
8 - Fabio Felline (ITA-Androni) a 19''
9 - Francisco Ventoso (ESP-Movistar) a 19''
10 - Cadel Evans (AUS-BMC) a 19''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Vincenzo Nibali (ITA-Astana)
2 - Cadel Evans (AUS-BMC) a 1'26''
3 - Rigoberto Uran (COL-Sky) a 2'46''
4 - Michele Scarponi (ITA-Lampre) a 3'53''
5 - Przemyslaw Niemec (POL-Lampre) a 4'13''
6 - Mauro Santambrogio (ITA-Fantini) a 4'57''
7 - Carlos Betancur (COL-Ag2r) a 5'15''
8 - Rafal Majka (POL-Saxo Tinkoff) a 5'20''
9 - Benat Intxausti (ESP-Movistar) a 5'47''
10 - Robert Gesink (NED-Blanco) a 7'24''
martedì 21 maggio 2013
Stramaccioni oramai e agli sgoccioli sulla panchina dell'inter...
Passa all'Inter occupandosi ancora di settore giovanile e vince ancora.
Mentre i suoi giovanotti vincono, la "prima squadra" perde.
Perde da quando il Presidente non investe valanghe di milioni di euro.
I bilanci della società sono impietosi: anni di spese pazze hanno prodotto un deficit spaventoso.
Dal punto di vista sportivo un ridimensionamento è accettabile dopo i trionfi del Triplete. La Champions, il campionato , le coppe sono ormai in bacheca; anche l'etichetta di perdente che Moratti aveva appiccicata addosso non ha più ragione di esistere.
L'Inter perde e allora perchè non provare con questo giovane allenatore che vince con i quasi suoi coetanei?
Una cosa del genere l'aveva fatta il grande Barcellona e da lì aveva costruito i suoi successi.
Ma la storia poco spesso si ripete e questa volta le cose vanno male.
Il giovane allenatore non riesce a imporsi, i vecchi campioni impongono le loro scelte, i giovani hanno paura di sbagliare.
Come un novello nocchiero non saprebbe governare una nave in mezzo ai flutti di una sconosciuta tempesta così Stramaccioni non riesce a risollevare le sorti della sua squadra.
Eppure lui era convinto di essere bravo, anche il Presidente gli diceva che era bravo, perchè succedeva tutto ciò?
La nave ritornò nel porto, squassata, distrutta praticamente da ricostruire. Il Presidente l'avrebbe riparata, ma non ha più il coraggio di affidarla al giovane nocchiero.
Ci sarà mai più qualcuno che gli affiderà una nave?
La juventus in visita dal papa...
Occasione migliore non poteva esserci dopo la vittoria del secondo titolo consecutivo, considerato anche che il Santo Padre è un grande appassionato di calcio, è tifoso del club argentino del San Lorenzo de Almagro, di cui ha anche la tessera, ed è anche un simpatizzante juventino. Con un sorriso infatti ha ammirato la maglia bianconera numero 1 ricevuta in dono da Buffon con gli autografi di tutta la squadra. Nel colloquio, Papa Francesco e Agnelli si sono soffermati sul valore dello sport come elemento di unione tra le persone. Proprio di fratellanza aveva parlato il Santo Padre appena eletto. Il presidente bianconero gli ha quindi donato una riproduzione della coppa dello scudetto.
Dopo l'udienza con Papa Bergoglio, la delegazione juventina ha continuato la giornata in Vaticano incontrando gli "Gli Amici della Juventus" della Santa Sede, presso la Domus Mariae a Palazzo Carpegna, con cui ha proseguito i festeggiamenti per il titolo. In precedenza Marotta e Conte avevano fatto visita allo Juventus Club Rai di Roma. A Torino, invece, Alessandro Del Piero ha inaugurato la mostra fotografica "Giochiamo ancora", ispirata al suo libro pubblicato lo scorso anno, che ha una doppia finalità benefica. Due parole sullo scudetto: "Ho seguito i miei ex compagni dall'Australia, sono molto felice per il bis scudetto, hanno fatto una grande impresa, sono stati fantastici". Era a Torino il giorno del titolo. "Non sono riuscito ad andare allo stadio per la partita scudetto - ha detto ironicamente -, non ho trovato il biglietto, ho telefonato ma i telefoni erano tutti spenti...".
fonte ansa
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