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venerdì 17 maggio 2013

TENNIS : internazionali d'italia,il film degli ottavi...

  
OTTAVI RISULTATI FEMMINILE
 
Sharapova - Stephens 6-2, 6-1
Azarenka - Morita 6-1, 2-0 Ab.
Errani - Kirilenko 6-3, 2-0 Ab.
Williams - Cibulková 6-0, 6-1
Suárez - Domínguez 6-2, 6-3
Halep - Vinci 6-4, 6-2
Jankovic - Li 7-6, 7-5
Stosur - Kvitová 7-5, 2-6, 6-1

OTTAVI RISULTATI MASCHILE                                      

Federer - Simon 6-1, 6-2
Janowicz - Gasquet 3-6, 7-6, 6-4
Nadal - Gulbis 1-6, 7-5, 6-4
Djokovic - Dolgopolov 6-1, 6-4
Granollers - Chardy 6-4, 1-6, 7-5
Paire - Del Potro 6-4, 7-6
Ferrer - Kohlschreiber Ab.
Berdych - Anderson 7-5, 6-2

Rafael NADAL b. Ernests GULBIS 1-6, 7-5, 6-4
Ernests Gulbis è fatto così: un talento smisurato da libertino del tennis capace di battere Federer qui a Roma (7-5 al terzo nel 2010) come di perdere appena tre mesi fa nel challenger di Bergamo dal numero 133 Atp, il polacco Michal Przysiezny, annunciando il ritiro. Per mezz’ora il lettone numero 46 mondiale gioca un tennis ideale e bellissimo sublimando il Centrale del Foro Italico per un 6-1 che su terra Nadal non subiva dal 2008 e sempre a Roma da Ferrero (per la cronaca, c’è un 6-1 Del Potro, più recente ma indoor in Coppa Davis). E a inizio di secondo set il detentore degli Internazionali d’Italia dovrà perfino cancellare due palle break prima di salire 5-3 e servire per il parziale subendo il contro-break di Gulbis a segno in contropiede con un bellissimo rovescio e baciato dal nastro. Sul 5-5 il lettone cancella ancora tre set-point con due ace (saranno 15/0!) prima di arrendersi al quinto del 7-5 e la terza partita, che per Gulbis poteva essere un’esecuzione, resta invece apertissima fino al 3-2 Nadal quando il lettone va fuori giri tre volte col dritto dopo non averne mai sbagliati due consecutivi (e messi a segno almeno 20 lungolinea "alla Soderling"…) per tutto il match. Ma dicevamo che Gulbis è fatto così e come nel secondo set altro contro-break e game a zero con parziale 8/1 che dal 12/3 dei primi tre giochi sarà il suo canto del cigno… Vince Nadal 6-4 al terzo match-point dopo 2 ore e 37’ di fiamme nel Foro e i fuochi più belli tutti di Gulbis.
Roger FEDERER b. Gilles SIMON 6-1, 6-2
Numero 293 al mondo o 17, per Roger Federer, c’è poca differenza. Se il fenomeno di Basilea aveva umiliato Starace al secondo turno, analoga sorte è toccata al malcapitato Gilles Simon che, sul centrale, ha portato via gli stessi giochi (3) ed è durato esattamente due minuti in più del tennista campano. Finisce con un 6-1, 6-2 che lascia poco spazio ai commenti relativi al match, che di fatto, come potrete intuire dal punteggio, non c’è stato, ma lascia ampia possibilità di discussione sulle condizioni di Roger Federer. Lo svizzero infatti ha dimostrato una condizione che se paragonata a quella di 7 giorni fa a Madrid –quando perse malamente dal modesto Nishikori – fa quasi pensare al miracolo. Eppure Roger aveva avvisato tutti: “Non gioco mai male due tornei consecutivi”.A questo punto, con i quarti in tasca, un occhio al tabellone di un torneo che non ha mai vinto lo svizzero non può non darlo: con il buco creato da Murray e Del Potro – dove si sono infilati Paire e Granollers – pensare alla finale è qualcosa in più di lecito. Prima, però, c’è da fronteggiare il vero ostacolo sul cammino di Federer: il giustiziere dei francesi Jerzy Janowicz. (s.e.)
Jerzy JANOWICZ b. Richard GASQUET 3-6, 7-6 (2), 6-4
Il tennista polacco, infatti, dopo aver fatto fuori Tsonga, supera con una prova di carattere anche Richard Gasquet. Il 22enne di Lodz tira fuori una prova tutta orgoglio e testa e in un match assolutamente pregevole piega la resistenza di un Gasquet anche sfortunato. Il francese infatti, vinto il primo 6-3 – break decisivo arrivato su un passaggio a vuoto di Janowicz al servizio con 3 doppi falli nello stesso game – partirebbe forte anche nel secondo. Il condizionale è però d’obbligo perché il break arrivato nel terzo gioco del secondo set, è inspiegabilmente cancellato da una sciagurata discesa del giudice di sedia che “legge” il segno sbagliato e concede il punto a Janowicz. Il polacco ne approfitta, vince il game e trova il break nel gioco successivo, ma Gasquet e bravo a rientrare immediatamente in partita e portarsi fino al tie-break. Lì i 202cm di altezza di Janowicz fanno il loro dovere e chiuso il tie-break per 7 punti a 2, il gigante polacco trova l’allungo anche ad inizio del terzo: il break del primo gioco è infatti quello decisivo e dopo 2 ore e 22 Janowicz raggiunge il suo miglior risultato in un Masters 1000 dopo la finale di Bercy dello scorso anno. Ora, per lui, “la prima volta” contro Roger Federer. In bocca al lupo. (s.e.)
Novak DJOKOVIC b. Alexandr DOLGOPOLOV 6-1, 6-4
Novak Djokovic apre il Centrale del Foro Italico dopo la pioggia romana disfandosi di Alexandr Dolgopolov, ucraino classe ’88 e numero 23 Atp, ieri avanti in Walkover contro Stanislas Wawrinka costretto al forfait dopo la complicata finale di Madrid (e un controverso primo turno disputato in tre set contro l'argentino Berlocq). Oggi è l’unico ottavo di finale tra due giocatori con un giorno di riposo a Roma e per un Masters 1000 è una vera manna: niente rivincita quindi tra Wawrinka e Djokovic dopo gli spettacolari cinque set di gennaio agli Australian Open ed è un vero peccato perché la verità è che Dolgopolov non è nemmeno lontanamente all’altezza del serbo. Ucraino troppo falloso e sbrigativo nell’uscita dagli scambi prolungati con delle soluzioni talvolta spettacolari ma estemporanee e molto più spesso davvero improbabili; Djokovic invece è attento, serve una percentuale altissima di prime di servizio con l’80% dei punti sul colpo e fa perdere la misura dei colpi a Dolgopolov spazientendolo da fondo campo (saranno 26 i suoi gratuiti). Nel secondo set due splendidi attacchi in contropiede col rovescio procurano all’ucraino due break-point ma Dolgopolov non può spingersi oltre e Nole può chiudere in un’ora esatta di gioco per i quarti a fari spenti.
Tomas BERDYCH b. Kevin ANDERSON 7-5, 6-2
Il sudafricano numero 37 mondiale Kevin Anderson, recente finalista a Casablanca, conferma i suoi parziali progressi sulla superficie rossa ma non riesce a evitare una prevedibile ottava sconfitta (su otto scontri diretti) contro il numero 6 del tabellone Tomas Bedych che apre la Supertennis Arena vincendo 7-5, 6-2 in 1:23. Anderson inizia col break e tre palle del possibile 5-2 prima di arrendersi a Berdych in un match ancora sostanzialmente equilibrato nelle statistiche e con basse percentuali di servizio per entrambi. L’esito è lo stesso della scorsa settimana a Madrid quando Berdych s’impose 7-6, 7-5 e sulla strada del ceco ai quarti c’è Djokovic.
Benoit PAIRE b. Juan Martin DEL POTRO 6-4, 7-6 (3)
Il francese numero 36 Atp Benoit Paire elimina a sorpresa il numero 7 mondiale Juan Martin Del Potro nel loro primo scontro diretto: Delpo lento e poco ispirato sul campo della Supertennis Arena contro un francese che in meno di un’ora e mezza centra i quarti di finale per la prima volta in un Masters 1000. Niente derby transalpino ai quarti perché Jeremy Chardy dilapida un break di vantaggio nel terzo set contro Marcel GRANOLLERS perdendo 6-4, 1-6, 7-5 con doppio fallo sul match-point. Semifinalista dell’ultima edizione, quest’anno Del Potro abbandona Roma con qualche giorno di anticipo ma con la gioia sommessa dell’incontro di ieri con Papa Francesco.

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