Il ct azzurro ha fatto del codice etico un punto irrinunciabile: dopo aver detto oggi in conferenza stampa che avrebbe considerato la posizione di Osvaldo e aver rilevato che il tweet anti-Andreazzoli sarebbe stata un’aggravante, si è informato del suo gesto di ieri sera all’Olimpico, dove Osvaldo ha disertato la premiazione mandando a quel paese Andreazzoli. E ha infine tratto la conclusione che il rispetto della maglia e della squadra per la quale si gioca è imprescindibile, un valore al quale in azzurro non si può rinunciare.
Cesare Prandeli ha comunicato la sua decisione anche personalmente a Osvaldo. La scelta del ct è chiara, ma dal punto di vista tecnico assai sofferta. Ai suoi collaboratori il ct ha confessato di essere il primo per la forzata rinuncia: Osvaldo era infatti considerato nei fatti centravanti titolare, attaccante ideale per far coppia con Balotelli. Il giocatore italo-argentino, che era già squalificato per tre giornate, dovrà scontare il terzo turno di stop nel primo dei due impegni di qualificazione ai mondiali a settembre, e rimarrà dunque fuori dal progetto tecnico di Prandelli per i prossimi cinque mesi.
Il ct azzurro ha fatto del codice etico un punto irrinunciabile: dopo aver detto oggi in conferenza stampa che avrebbe considerato la posizione di Osvaldo e aver rilevato che il tweet anti-Andreazzoli sarebbe stata un’aggravante, si è informato del suo gesto di ieri sera all’Olimpico, dove Osvaldo ha disertato la premiazione mandando a quel paese Andreazzoli. E ha infine tratto la conclusione che il rispetto della maglia e della squadra per la quale si gioca è imprescindibile, un valore al quale in azzurro non si può rinunciare.
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