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mercoledì 24 aprile 2013

champions league,spagna-germania atto 2....stasera REAL MADRID-BORUSSIA D.




Sarà ancora Germania contro Spagna nella seconda semifinale di Champions League. Burussia Dortmund e Real Madrid si affrontano al Westfalenstadion: tante le suggestioni per due squadre che la Coppa dei Campioni già l’hanno in bacheca, ma che non vedono una finale da una vita (2002 le “merengue”, 1997 i tedeschi a spese della Juventus). Sarà anche un match tra due modi diversi di intendere il calcio, quello del potere economico contro quello delle idee e della progettualità. Sarà Germania contro Spagna ma sarà soprattutto José Mourinho contro Jurgen Klopp che, stando ai rumors di mercato, potrebbe succedergli in panchina.

Le due squadre si sono già affrontate nella fase a gironi e i tedeschi hanno prevalso (vittoria e pareggio), dando una dimostrazione di grande calcio contro una prima della classe. I gialloneri sono un macchina di gioco e di gol, ma nell’ultima uscita hanno sofferto molto riuscendo a qualificarsi solo nei minuti di recupero nella rocambolesca partita contro il Malaga. Questa sera i tedeschi proveranno a sfruttare il fattore campo: Klopp ha la rosa al completo e punterà di nuovo sul collaudatissimo 4-2-3-1, con Lewandowski davanti a Blaszczykowski, Reus e Goetze, quest’ultimo - la notizia è di ieri - “fresco” di cessione al Bayern Monaco. Ha qualche problema di formazione in più Mourinho che non potrà contare su Marcelo infortunato (al suo posto Coentrao) e Arbeloa squalificato. Per il resto modulo speculare (4-2-3-1) con Higuain favorito su Benzema come prima punta e Di Maria-Ozil-Ronaldo a sostegno.

Klopp si mostra sereno e nemmeno l’annunciata cessione del gioiellino Goetze gli rovina la vigilia: «Sarebbe stato meglio non dirlo ora - la sue parole - Ho saputo della cessione di Mario il giorno dopo la qualificazione alla semifinale di Champions. Il Bayern ha pagato la clausola rescissoria e quindi la situazione è chiusa. In ogni caso, sono sicuro che Mario ci aiuterà nel raggiungimento del nostro obiettivo in questa Champions League. Ci aspetta una partita difficile, il Real Madrid è una squadra fortissima e noi scenderemo in campo superconcentrati». E “concentrazione” è anche la parola d’ordine di Mourinho che spera di «non ripetere gli errori commessi contro il Borussia nella fase a gironi. Se ci faranno gol, speriamo siano fantastici e non frutto di nostri errori come allora. Tutti si preoccupano del nostro tipo di gioco e stiamo cercando di essere più preparati». L’allenatore portoghese ha detto di non vedere un favorito in Champions («ognuno ha il 25% di possibilità’) e spera anche di poter contare su Di Maria diventato papà: «È nata sua figlia, è una giornata bellissima per lui, ma anche dura dal punto di vista emotivo». Ancora panchina invece per Iker Casillas: «Con lui - ha detto - ho un rapporto professionale, educato e corretto». 

martedì 23 aprile 2013

BAYERN RULLO COMPRESSORE CONTRO IL BARCELLONA..




MONACO - Una serata così era difficile da prevedere. Il Barcellona dei fenomeni scompare sotto i colpi di Bayern semplicemente perfetto. L'andata della semifinale di Champions League finisce 4-0 per i bavaresi che dominano la scena e mettono una seria ipoteca sulla terza finale in quattro anni. Una doppietta di Mueller e i gol di Gomez e Robben annichiliscono un avversario mai in partita. Grande assente della serata Messi, fuori condizione e mai in partita.

LA PARTITA -
Il match fatica ad accendersi. L'equilibrio è totale e le occasioni scarseggiano. In campo vincono tattica e agonismo. Il Barcellona paga la serata negativa di un Messi non in condizione e un possesso palla sterile e poco efficace. I padroni di casa sono più dinamici e offensivi, mostrando solidità e compattezza impressionanti. Passano due minuti e Robben si divora il vantaggio peccando di egoismo: tiro su Valdes anzichè servire il liberissimo Gomez. I blaugrana lasciano Villa e Fabregas in panchina e non riescono a creare insidie all'attentissima retroguardia bavarese. Xavi e Iniesta non riescono a dare il ritmo giusto alla squadra, colpa dell'incessante aggressività tedesca. Il match va avanti così, nel tatticismo più esasperato e senza sussulti, almeno fino al gol che cambia tutto. Siamo al 24' quando un colpo di testa di Mueller su assist di Dante fa esplodere di gioia l'Allianz Arena. I padroni di casa passano in vantaggio e per il Barcellona la serata si fa ancora più difficile. L'unico brivido la retroguardia di Heynckes lo corre alla mezz'ora su un cross di Dani Alves deviato da Alaba in scivolata che per poco e non beffa Neuer. Per il resto è buio blaugrana. Messi non è pervenuto, un fantasma in campo. Il fuoriclasse argentino, non al top della forma dopo l'infortunio muscolare che lo ha colpito settimane fa, fatica terribilmente contro i corazzieri avversari. Vilanova capisce che al centro non si passa e allora prova ad allargare il gioco sulle fasce dove Dani Alves e Jorbi Alba quantomeno ci mettono la corsa. Il Bayern protesta per due rigori non concessi dall'arbitro ungherese Kassai, prima per un tocco di mano di Pique piuttosto evidente e poi per un'altra 'manata' di Sanchez.

RIPRESA - Nella ripresa lo spartito non cambia. Il Bayern continua a convincere, il Barça nella sua lenta manovra senza sbocchi. Passano cinque minuti ed è già raddoppio bavarese. Angolo di Ribery, Valdes resta fra i pali, Mueller fa da sponda per Gomez che a un metro dalla porta non deve far altro che spingere il pallone in fondo al sacco (in sospetta posizione di fuorigioco). Il 2-0 affossa il Barcellona che praticamente esce di scena, incapace di rispondere nel modo adeguato. Mueller, Ribery e Robben sfiorano il colpo del ko contro un avversario ormai alle corde. Il gol che vale la qualificazione arriva al 73' grazie ad un contropiede da manuale del calcio. Robben si infila in area avversaria e batte Victor Valdes da posizione decentrata. Il 3-0, però, è viziato da un 'blocco' al limite di Mueller su Jordi Alba. L'arbitro convalida la rete, la squadra di Vilanova è al tappeto. L'unico guizzo spagnolo giunge dai piedi del giovane Bartria che a tu per tu con Neuer calcia in tribuna in precario equilibrio. In campo c'è solo il Bayern che sovrasta fisicamente gli avversari. Il crollo del Barça arriva all'82' quando il secondo gol di Mueller fa probabilmente calare il sipario sulla qualificazione alla finale di Champions: Alaba sulla sinistra è un treno, palla al centro per l'attaccante tedesco che a pochi passi dalla porta non può sbagliare. Partono i titoli di coda. Il Bayern esce in trionfo con un poker da sogno. Per il Barcellona è notte fonda.
fonte corriere dello sport

FERRARI MALE IN BAHRAIN...

Sakhir, 21 aprile – Dopo la vittoria in Cina di una settimana fa, e una griglia di partenza qui in Bahrain che vedeva una seconda fila tutta Ferrari, concludere il quarto appuntamento del Campionato del Mondo portando a casa solo 4 punti grazie all’ottavo posto di Fernando Alonso è tanto sorprendente, quando deludente, per la Scuderia Ferrari. Felipe Massa ha invece concluso il Gran Premio fuori dalla zona punti, in quindicesima posizione. La fortuna quest’oggi non è stata certamente dalla parte del pilota brasiliano: Felipe è stato infatti coinvolto in una collisione all’avvio e poi ha accusato problemi alle gomme in due diverse occasioni nel corso dei 57 giri di gara. Per Fernando, invece, un problema al DRS che non poteva essere riparato nel suo primo pit stop: il pilota spagnolo è stato così costretto a guidare per quasi tutta la gara senza poter utilizzare l’ala mobile, così importante per superare. Sebastian Vettel è diventato il primo pilota ad aver colto due successi in questa stagione. Sul podio, il pilota Red Bull è stato affiancato dalla coppia Lotus, con Kimi Raikkonen secondo e Romain Grosjean terzo. Con il risultato di quest’oggi, il Cavallino Rampante, con 77 punti, è ancora terzo nella Classifica Costruttori, ma lo svantaggio nei confronti della Lotus, a quota 93, e quello dalla Red Bull, prima con 109 punti, è aumentato.
Per gli appassionati che non sono tifosi di un team in particolare, il Gran Premio del Bahrain è stata un’altra gara entusiasmante, ancora una volta in parte grazie alle differenti strategie adottate sul fronte pneumatici. Tre fermate ai box sembravano essere la scelta più ovvia, ma alcune squadre che avevano constatato nei primi due giorni del weekend bahreinita un degrado e un’usura inferiore sulle proprie monoposto erano pronte a scommettere su due soli pit-stop. Al via Vettel attaccava il pole man Rosberg al volante della Mercedes, permettendo così a Fernando di infilarsi in seconda posizione. Ma il tedesco si riprendeva la posizione dopo poche curve e, dopo un paio di giri, attaccava Rosberg e andava in testa alla gara. In quarta posizione, sul lato sporco della pista, al via Massa cedeva una posizione a Di Resta, mentre al terzo giro Fernando superava la Mercedes. Ma al settimo passaggio il pilota spagnolo era costretto a rientrare ai box poiché l’alettone mobile era rimasto bloccato in posizione aperta (garantendo quindi minore carico aerodinamico). Fernando era poi obbligato a un’ulteriore passaggio in pit-lane perché il DRS ancora non funzionava. Da quel momento, però, il ferrarista sarà costretto a completare la gara senza utilizzare l’ala mobile: al nono giro il pilota spagnolo era così scivolato in 19esima posizione.
Partito con pneumatici Hard, Felipe effettuava il suo primo pit-stop alla decima tornata, così come Vettel, Perez, Hamilton e Maldonado. Il pilota brasiliano, però, al 17esimo passaggio rientrerà nuovamente in pit-lane per un problema al pneumatico posteriore destro. Il giro 11 vedeva in testa alla gara quei piloti che avevano programmato di fare due sole soste: Di Resta, Raikkonen, Hulkenberg e Bottas, con Felipe nono e Fernando quattordicesimo, rispettivamente a nove e 33 secondi di distacco dal leader. Dopo aver recuperato fino alla settima posizione, il pilota spagnolo effettuava il suo terzo pit-stop al giro 24, con Felipe che lo imitava quattro giri dopo. Tutti gli sforzi compiuti dal pilota brasiliano per entrare in zona punti, però, svanivano nel nulla al 36esimo passaggio, quando Felipe accusava quella che sembrava essere una foratura.
La gara riservava intesi duelli, con i compagni di squadra McLaren Button e Perez che non mostravano alcuna remora battagliando ruota a ruota per molti giri, in una sfida che vedeva coinvolto anche Rosberg. Diverse le occasioni in cui quattro o cinque monoposto si sono trovate a battagliare, e in alcune di queste è stato protagonista anche Fernando. Ma il pilota spagnolo doveva scontare l’assenza del DRS, il che faceva sì che non potesse lottare ad armi pari quando si ritrovava in battaglia con Hamilton e Perez per l’ottava posizione, con il trio che successivamente diventava un quartetto con l’arrivo di Button. Fernando aveva la meglio sul pilota inglese della McLaren al 46esimo passaggio, e si metteva alla caccia di Perez: il pilota spagnolo e il messicano duellavano ruota a ruota, con il ferrarista che conquistava la posizione a danno della McLaren. Con un paio di giri al termine, Fernando aveva quindi Webber davanti a sé, ma Perez ritornava minaccioso e “spingeva” la Ferrari nella polvere e fuori pista: Fernando cercava immediatamente di ripassare la McLaren, senza però riuscirci.
Una vittoria relativamente comoda quella colta da Sebastian Vettel alla bandiera a scacchi, con tutte le emozioni di una gara intensa andate in scena alle sue spalle. In seconda posizione, Kimi Raikkonen è stato il pilota ad avere la meglio tra coloro che hanno optato per due cambi gomme, con il suo compagno di squadra in Lotus Romain Grosjean fermatosi tre volte in corsia box per conquistare il terzo posto. La strategia a due pit-stop scelta da Di Resta si stava rivelando quella giusta per salire sul podio, ma il calo prestazionale degli pneumatici della sua Force India nel finale lo portavano al quarto posto davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton. Sergio Perez aveva invece la meglio su Mark Webber nelle battute conclusive, con i due piloti che tagliavano così il traguardo rispettivamente in sesta e settima posizione davanti a Fernando. Nel frattempo Felipe concludeva al quindicesimo posto una giornata molto difficile.
Prima di iniziare a Barcellona il “girone” europeo del Campionato, per due fine settimana non ci sarà attività in pista. Dicono che il Mondiale inizi veramente solo quando mette piede nel Vecchio Continente, ma le attuali posizioni in classifica raccontano una storia diversa.

e il giorno di bayern-barcellona...le formazioni

 oggi all'alleanza arena ore 20.45 si gioca la prima semifinale di Champions League. Di fronte si ritroveranno il Bayern Monaco e il Barcellona che stanno stravincendo i loro campionati. La forza dei tedeschi contro la tecnica degli spagnoli. Robben e Ribey contro Messi e Villa. Ecco di seguito le probabili formazioni:
Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Van Buyten, Dante, Alaba; Javi Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller, Ribery; Mandzukic. All. Heynckes.
Barcellona (4-3-3): Victor Valdes; Dani Alves, Piquè, Bartra, Jordi Alba; Busquets, Xavi, Iniesta; Villa, Messi, Pedro. All. Vilanova.
Arbitro: Viktor Kassai (HUN)
Stadio: Fußball Arena München, Monaco di Baviera (GER)


MANCHESTER UNITED CAMPIONE D'INGHILTERRA



Il Manchester United conquista il ventesimo titolo della sua storia, vincendo la Premier League con quattro giornate di anticipo. Con L'Aston Villa non c'è storia. Van Persie la chiude in poco più di mezz'ora realizzando una strepitosa tripletta. Il primo gol lo segna dopo soli due minuti. Il raddoppio al 13' è un gol di rara bellezza. Botta al volo su lancio da centrocampo di Rooney. Poi al 33' la rete che chiude i giochi. Con questa vittoria il Manchester United sale a quota 84, più sedici dal Manchester City, sconfitto dal Tottenham Hotspur per 3-1. È il tredicesimo titolo per sir Alex Ferguson.

sabato 20 aprile 2013

PRESO ANCHE L'ALTRO ATTENTATORE ALLA MARATONA DI BOSTON

Da notizia dell'ultim'ora sembra la polizia di boston abbia individuato e messo sotto assedio il luogo dove si nasconde l'ultimo dei due attentatori della maratona di boston che risultano essere due ragazzi di origini russe della cecenia precisamente,il primo attentatore e stato ucciso dopo uno scontro a fuoco con le forze di polizia e il secondo e sotto tiro in un edificio alla periferia di boston,quindi si sta per chiudere questa tristissima vicenda che ha visto perarltro due ragazzi di 26 e 19 rendersi protagonisti di un gesto gravissimo che ha macchiato con il sangue di molte vite innocenti colpevoli solo di assistere all'arrivo di una manifestazione di sport qual'era la maratona di boston.

venerdì 19 aprile 2013

In danimarca i calciatori giocano a rugby

 
Se la ride Arnór Smárason, attaccante islandese dell'Esbjerg. Ma ci sarebbe da piangere: il calciatore ha appena tirato una delle peggiori punizioni degli ultimi tempi, andando a centrare addirittura uno spettatore del secondo anello dello stadio. Nonostante il suo errore - in apertura dei tempi supplementari dell'incontro con il Brondby - la sua squadra vincerà il match per 3-1 nella semifinale di Coppa di Lega
Questo e il link tratto da repubblica tv 

Ferrari vola in bharain nella prima sessione di prove libere

La Ferrari fa la voce grossa in Bahrain nella prima sessione di prove libere. Felipe Massa ha fatto segnare il miglior tempo fermando il cronometro sull'1:34.487 davanti a Fernando Alonso (+0.077), Nico Rosberg (Mercedes +0.134) e Sebastian Vettel (Red Bull +0.303). Settimo Mark Webber sull'altra Red Bull, mentre è solo nono Kimi Raikkonen (+0.858) e addirittura tredicesimo Lewis Hamilton (+1.305). Tutti i team hanno girato con gomme dure.
La Ferrari parte insomma con il piede giusto anche se siamo solo alle prime prove del venerdì e la Red Bull, per dirne una, gioca spesso a nascondino anche perché, con la benzina, almeno il venerdì si fa un po' quel che si vuole e le differenze possono essere notevoli. Che però le due Rosse - che hanno presentato novità agli scarichi e alla carrozzeria per migliorare le prestazioni con il caldo - siano davanti a tutti è un segnale importante, da prendere con le pinze ok, ma pur sempre importante. Questo significa se non altro che le distanze si sono ridotte fin quasi ad annullarsi e che Massa e Alonso sono competitivi eccome e potranno correre, anche in Bahrain, per vincere. I tempi dicono che sono ancora tutte lì e dicono, soprattutto, che la McLaren, vedi Button è in crescita.