BORUSSIA DORTMUND-BAYERN MONACO 1-2Borussia Dortmund (4-2-3-1):
Weidenfeller 7; Piszcek 5,5, Hummels 5,5, Subotic 6,5, Schmelzer 6;
Gundogan 6,5, Bender 6 (90' Sahin sv); Blaszczykowski 6,5 (90' Schieber
sv), Reus 7, Grosskreutz 6; Lewandowski 6,5.
A disp: Langerak, Kirch, Santana, Kehl, Leitner. All: Klopp 7
Bayern Monaco (4-2-3-1):
Neuer 7; Lahm 6,5, Boateng 6, Dante 6, Alaba 6,5; Javi Martinez 6,5,
Schweinsteiger 6; Robben 8, Mueller 6,5, Ribery 7,5 (90' Gustavo sv);
Mandzukic 6,5 (93' Gomez sv).
A disp: Starke, Van Buyten, Tymoshchuk, Shaqiri, Pizarro. All. Heynckes 7
Arbitro: Rizzoli 6
Marcatori: 60 'Mandzukic (Ba), 68' rig. Gundogan (Bo), 89' Robben (Ba)
Ammoniti: Dante, Ribery (Ba); Grosskreutz (Bo)
Espulsi: -
LONDRA- Un gol di
Robben, all'89', permette al
Bayern Monaco di diventare, per la quinta volta nella sua storia, campione d'Europa. A
Wembley, la squadra di Heynckes batte il
Borussia Dortmund per 2-1 al termine di un match deciso interamente nel secondo tempo. I bavaresi passano in vantaggio grazie a
Mandzukic (60'), ma vengono ripresi poco dopo da un rigore di
Gundogan (68'). Nel finale, una percussione dell'olandese manda il Bayern in paradiso.
LA PARTITADa sempre il numero 2. Una carriera
baciata dal talento, ma fatta di sconfitte e devastanti delusioni. Un
Mondiale perso in finale, con gol divorato solo davanti al portiere,
sullo 0-0. Due
Champions svanite all'ultimo atto tra
cui quella dello scorso anno, dove fallì un rigore al supplementare. Una
vita da perdente, quella di
Robben. Fino al ruggito di Wembley, rivincita che dona il paradiso. Per lui, per i suoi compagni, per i tifosi del Bayern e per
Jupp Heynckes. Che molla la nave a 68 anni, con la seconda Champions in bacheca (dopo quella del 1998 col Real) e uno scudetto da record.
Arjen Robben
schianta la storia al minuto 89 di una finale boomerang. Ribery libera
l'olandese di tacco, lui s'infila tra i due centrali del Borussia e con
un tocco di sinistro, dolce come il suo piede mancino, fa rotolare la
sfera alle spalle di Weidenfeller.
Ventiquattro giorni dopo, il
Bayern sembra
un'altra cosa. La mostruosa condizione atletica, vitale per demolire
il Barcellona, non è più quella mostrata un'intera e stagione e, in
maniera ancora più roboante, nella doppia sfida coi catalani. Il
Borussia
pare rispettoso. Si aspetta una brutale aggressione e attende,
quieto ma vivo. La squadra di Klopp si trattiene nei primi minuti.
Poi, aiutata da un Bayern remissivo, prende coraggio e cambia la
marcia della gara. Lewandowski è il primo a scaldare i guanti di
Neuer (14'), i cui riflessi sono invece messi alla prova da
Blaszczykowski (15'), che calcia
da pochi
passi e trova la riposta del portierone tedesco. Il Bayern, nel primo
tempo, indietreggia anziché mordere. Prende fiato anziché pressare
alto. Nella partita più importante, la filosofia opposta a quella
interpretata per una stagione intera. Così il
Borussia ha
vita facile, si affida a un Reus in formato super e per quasi
mezz'ora è padrone di Wembley. I bavaresi entrano in partita al 26',
quando un colpo di testa di Mandzukic viene salvato da Weidenfeller
con l'aiuto della traversa. La banda di Klopp, spaventata, rischia
ancora poco dopo (30') quando Robben si divora lo 0-1 solo davanti al
portiere.
A questo punto il
Borussia prende paura e da qui in poi ciascuna delle due risponde colpo su colpo alle iniziative rivali. Lewandowski e
Robben, sempre lui, sfiorano il gol prima del riposo, da dove esce una
Bayern rivitalizzato. Il vantaggio ha la firma di Mandzukic (60'), che sfrutta un assist di
Robben dopo un'illuminazione di Ribery. Il
Dortmund replica
con un rigore di Gundogan (68'), concesso da Rizzoli per uno scomposto
fallo di Dante su Reus. L'1-1 risveglia il vecchio Bayern Monaco. Quello
visto contro il Barcellona, che schiaccia l'avversario e lo tramortisce
con un ritmo furioso. I bavaresi lavorano ai fianchi gli avversari e li
finisco con un colpo di fioretto a un minuto dalla fine. Quando fa più
male. Quando ormai non c'è più tempo per rialzarsi dal suolo. Il Bayern,
dopo due finali perse dal 2010 a oggi, mette in bacheca il quinto
titolo europeo della sua storia.
Heynckes vince la sua
seconda Champions League, con due squadre diverse, ed eguaglia il
record di Hitzfeld, Happel e Mourinho. Al vecchio Jupp manca ancora una
partita, prima del congedo. La finale di Coppa di Germania in programma
l'1 giugno, contro lo
Stoccarda. Dopo Bundesliga e
Champions, sarebbe un tris epocale. A quel punto, il suo successore potrebbe solamente eguagliarlo.